mercoledì 27 marzo 2013

Dopo tanti bambini una bella ragazzina


Zio Matteo ci manda una bella foto di Mariella da molto giovane, a 17 - 18 anni, alla fine del liceo, prima d'iscriversi all'università.

Aria pensosa e seria e somiglianza incredibile con Ester, non credete?

venerdì 11 gennaio 2013

Guia fotografa!

Dove ha trovato questa magnifica macchina fotografica la nostra Guia?

Vedo che le piace molto!!

mercoledì 12 dicembre 2012

Ecco Lara!

Della serie Crescete e moltiplicatevi!!
i cugini sono tutti diventati grandi e stanno creando la quarta generazione. Con ritardo presentiamo la più giovane.

Mi scrive Marco:


Cuginona, con grande ritardo ti invio qualche foto della piccola Lara, nata il 17 agosto scorso. Le prime due sono dei primissimi giorni, la terza invece dell'altroieri. 

Abbiamo avuto i primi due mesi molto movimentati, ma adesso le cose vanno molto meglio. Mi piacerebbe che le caricassi sul blog di famiglia, per proseguire la traccia degli altri cugini e nipotini. Chissà che un giorno, oltre alla gioia tutta nostra di vedere crescere i pargoli di cugini lontani, anche grazie a questo "album" non abbiano loro il desiderio e la possibilità di cercarsi e riconoscersi in quanto hanno in comune.





martedì 11 dicembre 2012

auguri agli ottuagenari!!!


Lo scorso 6 dicembre zio Giancarlo ha compiuto 81 anni.
Domani zio Silvio 'scollinerà' gli 80!

Due ragazzi.

Sempre attivo per mare con l'amata barca a vela l'uno,

sempre impegnato a scriver musica e prender parte ai forum giuridici l'altro!


domenica 17 giugno 2012

La nuova generazione cresce: Guia


Ecco Guia,

la piccolina della famiglia, in una foto scattata poche settimane fa.

Non vi sembra che abbia un particolare guizzo ironico nello sguardo, l'arietta vispa che abbiamo visto in zio Guido?

la nuova generazione cresce!



Scrive zio Giancarlo:
"finalmente ricevo e ti invio subito l'attesa foto dei miei nipotini!
Ce li teniamo tutti i pomeriggi, li andiamo a prendere alla scuola materna alle tre e uno dei due genitori li prende da noi la sera prima di cena. Ci riempiono la vita, forse anche un po' troppo specialmente per Anna, ma non per me che ci devo solo giocare. La sera protestano perché vogliono restare con i nonni!"

lunedì 12 dicembre 2011

auguri papà

Oggi 12 dicembre 2011 il mio caro genitore ha compiuto 79 anni. Ci siamo trovati nel 'gruppo ristretto' ovvero io papà, mamma ed Ida, per un bel pranzo da Tremoto, la trattoria che si trova sulla via Bolognese a poco meno di un km da casa.


Dopo siamo andati a casa, per fare due chiacchiere e per verificare la crescita del nuovo 'padrone' di casa Basile, il temibile micio-Mimmi, essere peloso e munito di affilati dentini, che ha solo quattro mesi ma pesa già tre chili.
Mamma si è andata a coricare e con papà siamo andati a verificare un paio di cosette sul computer, poi  il festeggiato è andato in salotto e si è seduto all'amato pianoforte. Mimmi ha approfittato per saltargli sulle ginocchia ed essendo poco più di un poppante, ha iniziato a ciucciargli il maglione, spingendo con le zampotte e facendo le fusa.
La foto non è un granché, anzi è proprio tremenda, ma il cellulare non permette di meglio.

martedì 6 dicembre 2011

Auguri zio!!!

Oggi il primo in' ordine d'apparizione' fra i discendenti di Ida e Vito Cosimo compie 80 anni!!
Auguri da tutti i discendenti nati in seguito!
Per celebrare la gran giornata ecco una recensione alla sua ultima fatica.

Il vocabolario del velista è un’opera di pregevole recupero del linguaggio marinaresco italiano. L’utilizzo improprio dei termini impiegati in navigazione può infatti dare luogo a equivoci pericolosi. La lingua marinaresca è anche un elemento di distinzione e di appartenenza: gli uomini di mare, parlando lo stesso linguaggio, sentono di far parte dello stesso mondo, diverso da quello di chi vive sulla terraferma. Dopo gli anni ’50 la nuova ”gente di mare” ha in parte modificato i termini marinareschi attingendo alle parole terraiolo solo perché queste suonavano bene. I casi più frequenti, si ricorda in questo volume, sono le “mure” tradotto in “mura”, oppure “sagola” trasformato in “scottino” ripreso dal francese “dinette” solo perché è il luogo dove sulle navi si consumano i pasti. Il cambio del linguaggio coincise col passaggio dalla marineria a vela a quella a motore che cambiò la vita dei marinai. Il linguaggio marinaresco sopravvisse nel Dopoguerra sulle poche navi-scuola a vela della Marina Militare e quando le unità da diporto furono affidate a professionisti, discendenti dei marinai dei velieri dai quali avevano ereditato un grande amore per la loro professione, incluso il mantenimento della terminologia tradizionale. Poi il boom della nautica e le possibilità offerte da questo nuovo promettente settore, attrassero gente che nulla in comune aveva con il mare e le barche. Il linguaggio marinaresco risentì di tale passaggio è assomigliò sempre più alle familiari parole della lingua italiana con delle evidenti storpiature. Scrive Piero Ottone nella prefazione di questo volume: «Saremo di nuovo marinai quando impareremo a parlare di nuovo da marinai, come in tempi lontani. In questo tentativo di recupero, il dizionario di Giancarlo Basile costituisce una pietra miliare». Comandante della Marina Militare e skipper in regate d’altura nazionali e oceaniche con all’attivo numerose vittorie e record, Giancarlo Basile scrive sui mensili “Bolina” e “Lega Navale” con il ruolo di appassionato divulgatore della marineria velica. Uno dei suoi punti d’onore è stato, fin dall’inizio dell’attività editoriale la tutela della terminologia tradizionale, dei suoi vocaboli nautici che la diffusione della nautica da diporto moderna ha spesso modificato. Con quest’opera Basile corona un sogno: un moderno vocabolario marinaresco per mettere ordine nell’attuale terminologia, rispettando il più possibile quella tradizionale.

Giancarlo Basile, Il vocabolario del velista, Editrice incontri nautici, pagine 326 - € 16,00

lunedì 5 dicembre 2011

Una nuova iniziativa del nostro infaticabile zio!

Zio Giancarlo, esperto ed appassionato velista collabora al periodico della Marina Militare, con un Vocabolario del Velista: eccone la copertina ed una pagina!
Di recente ne sono state  riprese alcune voci («abbisciare» e «gavone») in un'apposita rubrica "L'A:B:C: del mare".




sabato 26 novembre 2011

Come avete fatto a farmi???

Eravamo tranquilli a tavola, io, Nicoline, Eva poco più di quattro anni , Ida, poco meno di tre. Eva, a bruciapelo, con quella buffa cantilena che aveva quando faceva le domande, ci chiede:
«Come avete fatto a farmi?» (con lunghissima «i» strascicata in acuto).
Nicoline sorrise imbarazzata. Le venni in aiuto:
«Il papà dà un semino alla mamma, che lo mette in un ovetto. Dopo nove mesi il semino e l'ovetto fanno insieme un bambino».
«Ah! un bambino... E una bambina?» (con ultima «a» come sopra).
E già, non ci avevo fatto caso: ci chiedeva come avevamo fatto a far lei, una bambina. Non ebbi comunque difficoltà:
«Il semino può essere maschio o femmina. Se nell'ovetto va un semino maschio, viene un bambino, se va il semino femmina, una bambina».
«Ah! E quello maschio è azzurro e quello femmina è rosa?».
Fine del primo atto.
Passarono un paio di anni e del semino color di rosa pensavamo che Eva si fosse dimenticata. E invece no. Mi guardò e mi chiese, a muso duro:
«Ma insomma come hai fatto a dare il semino a mamma?».
La faccenda si faceva complicata,...
Riuscìi ugualmente a cavarmela.
Avevamo nel giardino di casa una tartaruga, che Eva e Ida chiamavano Chiccola. Dopo un po' avevamo trovato giusto darle marito e acquistammo un bel tartarugone, cui imponemmo un degno nome filosofico: Jaspers.
Ora, Jaspers aveva preso gusto a salire sopra Chiccola, emettendo un "Eh, eh!" di evidente soddisfazione, mentre costei, passo dopo passo, continuava tranquilla a camminare. Eva e Ida l'avevano notato e ci avevano riso su: «Che pigro Jaspers, invece di camminare, monta sulle spalle di Chiccola e si fa portare a spasso!».
Mi si era offerta così l'occasione da prendere al volo: «Hai visto Jaspers che saliva su Chiccola? Ebbene, le dava il semino! Ricordi che vennero fuori della uova? Chiccola non si curò di covarle e così non nacquero tartarughini che altrimenti sarebbero nati».
«AH! e se io mi sposo mi devo portare a spasso il marito sulle spalle?
Io non mi sposo!» Era decisa a restar nubile.