mercoledì 10 settembre 2008

Polignano 1937

Stefania mi manda questa foto e annota:
«... secondo me sono stupendi! Mostrano già in tenera età tutto il loro carattere, dal serio di giancarlo al “sornione" di zio silvio al “che ci sto a fare qui-ma proprio devo” di mio padre. Dietro c’era scritto Polignano 1937.
Un bacio, s.»

Da parte mia, vedo una somiglianza incredibile con loro stessi da adulti: i due 'bellini' dalla boccuccia arricciata e il moretto al centro dalla zazzerona e l'espressione scanzonata (la perderà crescendo) che tiene assieme questi fratelli molto somiglianti, ma molto diversi. Uno tanto serio, l'altro tanto imbronciato.
E poi noto che tutti e tre (ma specie i fratelli bellini dal capelli più docili) hanno pettinatura un po' 'da femmina': sembrano quasi dei caschetti alla Beatles anni '60...
Eva

4 commenti:

Anonimo ha detto...

non me n'ero accorta prima...ma zio giancarlo ha anche un ferrettino che gli tiene i capelli!!!!
s.

Elena ha detto...

Eva, e il commento ai costumini? Cosa ne dici dei costumini?
Non sono una meraviglia?

Per curiosita' storica, quand'e' che i maschi hanno cominciato ad andare al mare in topless?

Io ero convinta fosse dopo la prima guerra mondiale, ma questa foto sembra dirmi di no...a meno che l'usanza del costume a tutto torso a quel punto fosse riservata solo ai bambini.

abbracci,
elena

Eva ha detto...

I costumini sono eccezionali, e castigati. Non dimentichiamo che eravamo a Polignano, e non sulle spiagge della riviera del Midi...
Non so quando hanno iniziato ad andare al mare in topless, i maschetti.
Ho un libro che traccia la storia della tintarella (abitudine recente...) ma non so dove cercarlo: ho tutto sottosopra causa ritrutturazione.

Silvio ha detto...

Non credo che il "top" (senza "less") nei nostri costumini maschili dipendesse da castigatezza. Ce li faceva nostra madre con la sua Singer. Probabilmente con il "top" semplicemente perché era meglio che si reggessero così che con un fastidioso elastico alla cintola. Nostra madre era molto attenta a certe cose.
S. B. (che non è, vi prego di credere, Silvio Berlusconi)