lunedì 12 gennaio 2009

ed eccone un'altra!


Durante la stessa visita di zio Guido e zia Valeria a Firenze fu scattata anche questa foto storica!
Siamo nel settembre 1970:
Eva (con la maglietta a righe) accanto a Ida che indossa maglietta blu e gonnellina gialla, tiene in braccio un fagottino (di tutto rispetto) che è ... è ...
indovinato?

Elena!

11 commenti:

elena ha detto...

ah, avessi memoria di quel memorabile momento!

le scarpe di eva pero' sono fantastiche, ma perche' non le fanno piu' quelle clarks li'? come si chiamavano, pinocchio o giu' di li'?

Eva ha detto...

belline he?? ti fanno invidia vero?
Io (come molti immagino fra i normali italiani) le compravo da Bata, ricordo bene, in piazza della Stazione a Firenze!! Non ricordo se la Clarks (roba da inglesi hihi) ne producesse.
Immagino che ci siano ancora...andrebbe controllato
Rosse però: quello è il vero tocco di classe!!

Massimo ha detto...

Ragazze, io quelle scarpe le ho comprate su una bancarella di roba di dubbia provenienza... sono verdi.
Da piccola le avevo nere ma mia madre me le faceva mettere con i calzini... bleah! Al tempo le odiavo, ora sono un cimelio!

Cmq tutte e tre bellissime!
Barbara
(che forse dovrebbe farsi un account proprio, ma è troppo pigra per prendere l'iniziativa)

Eva ha detto...

visto che il tema appassiona...
le ultime le coprai alla fine della 5a elementare. Dovevo partire con zia Mariella per Bari (evento memorabile, ma è un'altra storia e si racconterà a suo tempo) quella volta si presero i sandaletti beje scamosciato, ed il numero era il 37. Avevo 10 anni...

elena ha detto...

immagino il piede abbia continuato a crescere....;-)

Eva ha detto...

un solo numeretto: mi sono fermata al 38, ma d'altro canto dopo la 5a sarò cresciuta 3-4 centimetri: ero pressoché un mostro, ero più alta della maestra!

Silvio Basile ha detto...

Sì, lo ricordo: a tredici anni non crescesti più. Era successo anche a me qualcosa del genere.

Silvio Basile ha detto...

A proposito dei sandali "con gli occhi" calzati da Eva nella foto. Quale ne fosse la ditta produttrice non so, ma ricordo di aver letto anni fa che li aveva progettati un artista futurista italiano.

Eva ha detto...

yes!! è vero! il futurista dovrebbe essere Tayat: pittore, scenografo e collaboratore di Madame Vionnet.
Bei tempi, la moda la facevano Sonya Delaunay e altri pittori... e non se ne pregiavano poi più di tanto. Altro che i Dolce&Gabbana grezzoni ingorantoni che adesso si sentono salvatori della Patria!!

Anonimo ha detto...

Scusa Eva, Tayat? o, come mi sembra più probabile, Thayaht (ossia, Ernesto Michaelles, fiorentino, vissuto tra ultimi anni dell' Ottocento e prima metà abbondante del Novecento, personaggio singolare, noto anche, negli anni cinquanta, verso la fine della sua vita, per il suo interesse per l'ufologia)?

Eva ha detto...

Lui lui... mi ero mangiata le acca, si sa a Firenze le 'un si dihano...